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PERÙ – TOUR FAI DA TE Alla Scoperta della Terra degli Inca (parte 2)

Canyon del Colca 4

Ed eccoci alla seconda ed ultima parte di questo meraviglioso viaggio alla scoperta del Perù.

Se per caso ti sei perso la prima parte, vai subito a leggerla.. e poi torna qui :)!

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Puno e Lago Titicaca

Di Puno non posso dirti un granchè, in quanto è stata la base (dove ho pernottato), per le escursioni sul Lago Titicaca, il lago navigabile più alto del mondo (quasi 4000 metri sul mare) e che si estende su una superficie di oltre 8.000 km quadrati.

Tutto ti sembrerà tranne che essere su un lago.

Secondo una leggenda, l’impero Inca nacque proprio sul Lago Titicaca, ma già prima della nascita di questo impero, il lago era abitato da altre culture e civiltà antiche. 

È il segno di confine tra il Perù e la Bolivia ed è l’ennesima meraviglia della natura che vedrai in Perù..

Tra le isole del Lago Titicaca più conosciute e visitate ci sono:

– le isole galleggianti degli Uros, Taquile e Amantani, nella parte peruviana, le cui escursioni partono da Puno;

– le Isole del Sole e della Luna, nella parte boliviana, le cui escursioni partono da Copacabana.

Io le ho viste tutte, tranne Amantani..

Uros – Islas Flotantes

Le isole galleggianti.. la prima tappa di ogni tour sul lago Titicaca e quella che sinceramente mi è entrata più nel cuore!

La popolazione è indigena e parlano la lingua aymara. Sono totalmente indipendenti dal governo peruviano: decidono loro chi “comanda” la comunità, hanno le loro regole e le loro tradizioni.

Gli Uros anticamente si spostarono sul Titicaca per sfuggire agli Inca e da lì, come possiamo vedere, non si sono più spostati. 

Ti sembrerà un po’ una trappola per turisti, ma in realtà ci vivono veramente!

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Usando le piante di totora, le canne galleggianti presenti nel lago, questo popolo costruisce le case, le barche e gli oggetti artigianali, dai quali ricavano i soldi necessari per sopravvivere ed usano per il baratto quando approdano sulla terraferma per acquistare beni di necessità (specialmente legumi).

Gli uros ti mostreranno come costruiscono le loro isole.. ed è incredibile.

Pensa, ogni 6-7 mesi devono sostituire uno strato, quello più profondo (perchè marcisce progressivamente), ed incrementare il “pezzo” mancante con altri strati di canne nuove.

Insomma, per un momento ti sembrerà di aver lasciato un mondo ed essere entrato in un’altra dimensione; una dimensione in cui gli Uros ti faranno sentire benvenuto.

Taquile

Questa piccola isola del Lago Titicaca (si estende per circa 6 km) è tra le isole più belle del lago. Il punto più alto tocca i 4100 metri ed il suo aspetto ti farà ricorderà le isolette del Mediterraneo.

Abbiamo visitato solo la parte sud, che partiva con una bella salita stronca-fiato (l’altezza si faceva sentire) ed arrivava fino alla piazza centrale (il punto più alto dell’isola), dove abbiamo pranzato e da cui si gode una vista meravigliosa.

Il ristorante dove abbiamo gustato una bella trucha a la plancha (clicca qui per scoprire i piatti peruviani che non puoi perderti!) è della comunità ed il ricavato viene usato per il loro sostentamento. Noi lo avevamo compreso nel prezzo del tour.

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Ma chi sono gli abitanti di Taquile?

La popolazione che vi abita discende dagli Inca, parlano Quechua e come gli Uros sono totalmente indipendenti dallo stato peruviano: hanno un loro sistema societario, seguono le loro leggi e tradizioni.

La comunità è divisa in 6 gruppi che amministrano l’isola a rotazione; non hanno energia elettrica e nemmeno linee telefoniche e/o di comunicazione.

Ogni membro della comunità ha un compito ben designato: chi raccoglie le patate, chi lavora col telaio, chi si occupa della pesca.. e chi del turismo.

La loro tradizione artigianale è molto affascinante in quanto gli uomini indossano cappelli di lana, che loro stessi lavorano a maglia dall’età di 8 anni.

Per questa comunità i cappelli costituiscono il simbolo di uno status sociale: il cappello rosso è indossato solo dagli uomini sposati, quello bianco e rosso dai celibi, mentre quelli con altri colori indicano la posizione sociale attuale (capo o semplice isolano).

Le donne, invece, tessono gonne, bluse e fasce, che costituiscono i costumi tradizionali tra i più ricercati di tutto il Perù. Questi vengono venduti nel mercato nella piazza centrale a prezzi diciamo piuttosto alti per lo standard del Perù.

Copacabana e Le Islas del Sol y de la Luna

Copacabana è la città boliviana che sorge sulle sponde del lago Titicaca, da cui partono le imbarcazioni per le Islas del Sol y de la Luna.

Questa piccola città mi è piaciuta un sacco: tutte queste case colorate mettono allegria..

Me la sono goduta il tempo necessario in attesa di prendere la barca che ci portasse a vedere l’isola più grande del Lago Titicaca: la Isla del Sol.

Dell’isola ho visto solo la parte del porto.

Non avevamo, purtroppo, il tempo materiale per fare il giro, di cui, se non ricordo male, ci volevano circa 4 ore (noi ne avevamo solo una a disposizione – il brutto dei mini-tour organizzati).

Tanti, infatti, optano per il pernottamento.. anche perché è una piccola perla!

E devo ammettere che se tornassi indietro una notte qui ce la passerei più che volentieri..

Nel tempo ha disposizione mi sono limitata a salire e scendere la “escalera inca”, con un certo fiatone dovuto all’altezza…

..ed a conoscere la leggenda che aleggia sull’isola, riguardante queste due imponenti statue: Manco Capac e Mama Ocllo.

La storia narra che Capac ed Occllo uscirono dal punto del lago in cui sorge l’isola per fondare la città di Cuzco, da dove poi sarebbe nato l’impero Inca.

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La Isla de la Luna, invece, è una piccola isoletta (un po’ insulsa..) che sorge vicino a l’Isla del Sol.

E’ scarsamente abitata e vi è una sola cosa da vedere: il Palazzo delle Vergini del Sole

>Nota: i due tour che ho fatto sul Lago Titicaca li ho prenotati a Puno e, purtroppo, non ho conservato appunti in merito (come avevo già riferito nel post sull’organizzazione del viaggio).

Arequipa

Arequipa è la mia seconda città preferita del Perù, diciamo che è a mezzo punto in meno rispetto a Cuzco.

La “Ciudad Blanca” deve il suo soprannome al colore della pietra con la quale sono stati costruiti gli edifici principali del suo centro storico, la cui bellezza ha fatto sì che l’Unesco nel 2000 lo dichiarò Patrimonio dell’Umanità.

Ma la bellezza di questa città va oltre la sua architettura.. essendo contornata da tre vulcani, la sua periferia offre un paesaggio veramente meraviglioso.

Arequipa è la città che mi ha sorpreso di più; non mi aspettavo che mi piacesse così tanto!

  • Cosa vedere?

Plaza de Armas (lo so.. lo so.. tutte le piazze principali delle città peruviane si chiamano così!), è il cuore pulsante della città.

Cattedrale di Arequipa è l’edificio religioso principale della città, nonché la chiesa più lunga del Perù. Si affaccia su Plaza de Armas ed ha un passato non proprio bello: è stata costruita, distrutta, ricostruita tantissime volte a causa di incendi e terremoti (l’ultimo del 2001 aveva fatto crollare i due campanili).

Monastero di Santa Catalina è uno dei luoghi più visitati di Arequipa, nonché uno dei più belli; si discosta completamente dal colore bianco degli edifici del centro storico. Il monastero fu edificato a partire dal 1579 ed è considerato il più grande convento al mondo, poiché si sviluppa su una superficie di circa 20.500 mq. E’ costernato di piazzette, cortili e vie colorate principalmente di rosso e celeste.

Chiesa della Compagnia di Gesù, eretta dai padri gesuiti e realizzata con pietra vulcanica, distrutta nel 1584 da un terremoto e ricostruita circa 100 anni dopo.

Mirador de Yanahuara: è il punto panoramico della città in città, raggiungibile facilmente a piedi, in autobus o in pullman tramite tour organizzato.

Mirador de Carmen Alto: per me, amante dei panorami mozzafiato e dei paesaggi, questo è il mio posto preferito ad Arequipa. Regala una vista a 360 gradi su tutta la valle e sui vulcani. Ho i brividi a riguardare le foto..

  • Come spostarsi in città:

Il centro storico è visitabile a piedi, in quanto tutte le attrazioni sono tutte vicine. Per raggiungere, invece, il Mirador de Carmen Alto ti occorrerà prendere un autobus oppure un taxi. Purtroppo non so darti informazioni precise, dal momento che ero con una gita organizzata.

  • Dove mangiare:

In Plaza de Armas c’è l’imbarazzo della scelta, ma vorrei consigliarti quello in cui ho mangiato io, che era il posto tra i meno dispendiosi (prima di trovarlo mi ero un po’ guardata a giro): Lautrec Cafè.

  • Dove fare shopping:

A differenza delle altre città, ad Arequipa mi sono dedicata meno allo shopping.. avevo gli zaini totalmente pieni che non mi entrava più nulla..

Mi sono limitata solo a guardare i negozi nelle vie vicino al Monastero di Santa Catalina, ove, peraltro, ci sono i principali negoziati di artigianato..

>Nota: Per visitare bene Arequipa ti consiglio di starci un paio di giorni (escludendo, ovviamente, la giornata che dedicherai al Canyon del Colca).

Maca-Colca Canyon-Osservatorio dei Vulcani-Pampa Canahuas

La prima tappa mattiniera del tour che non vedevo l’ora di fare è stata MACA, uno dei piccoli villaggi che si trovano sulla strada per il Canyon.

Questo villaggio è dominato dalla deliziosa Chiesa de Santa Ana ed è un ottimo posto per comprare souvenir (prezzi più bassi che nelle città)!

Ivi ho fatto un altro incontro ravvicinato con i miei amici Alpaca…

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Percorrendo una strada che regala panorami mozzafiato ad ogni passo, arrivai al CANYON DEL COLCA.. il secondo canyon più profondo del mondo.. 

Parto già col dire che questo è il mio secondo posto preferito del Perù (il primo è l’intramontabile Machu Picchu)!

Scesa dal pulmino sono rimasta senza parole: un panorama così bello l’ho visto poche volte in vita mia! 

Descrivere il Canyon del Colca è pressoché impossibile.. credo che le foto parlano da sole.. anzi, purtroppo neanche le foto gli rendono giustizia!

Il punto in cui ci siamo fermati è il Mirador Wayra Punko, dal momento che il Mirador Cruz del Condor era già stracolmo di pullman di turisti e diciamo è stato meglio così. 

In entrambi i punti panoramici potrai vedere librarsi, in mezzo a questo paesaggio, i condor..

Uno spettacolo surreale..

Finito lo spettacolo che ci avevano regalato i condor, ci spostammo verso il punto più panoramico, per ammirare ancora di più la bellezza della natura..

Poi vedemmo la parte più bassa del Canyon..

Sinceramente, se avessi potuto, sarei rimasta ad esplorarlo tutto il giorno..

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Lungo la strada per tornare ad Arequipa, facemmo altre due tappe: l’OSSERVATORIO DEI VULCANI e la riserva naturale di CANAHUAS.

Nella prima, come dice dal nome, si possono vedere diversi vulcani, tutt’ora attivi (tanto che se avrai fortuna potrai vederne anche qualcuno in eruzione… io non ne ho visti neanche uno -.- purtroppo.. dormivano tutti!).

Questa tappa tocca quasi i 5000 metri di altezza e ti metterà a dura prova! Quando scesi dal pulmino, sentii subito la differenza, nonostante provenissi da posti e città già alte.

Sembravo ubriaca.. ma credo che sia per tutti così!

(Se hai paura di soffrire il mal d’altura, non dimenticarti di portare con te qualche foglia di coca, oppure medicine apposite)

La seconda, invece è la riserva naturale di una specie di animale dal quale proviene il tessuto più pregiato di tutto il Perù: la vicugna (animale che l’impero Inca considerava sacro)..

E Non solo.. troveremo bei pascoli di Alpaca e Lama che tagliano la strada.. d’altronde è casa loro!

>Nota: per i due tour, sia quello di Arequipa, sia quello al Canyon del Colca, mi sono rivolta all’agenzia locale “Acquariu’s Travel”, vicino al Museo de la Catedral. Devo dire che offrono tour veramente completi, con guide molto competenti e gentili. Purtroppo il prezzo di entrambi non me lo ricordo e non ce l’ho negli appunti.

Casma e Sechìn

Siccome la mia amica ed i suoi familiari sono nativi di Casma ed alcuni suoi parenti vi abitano ancora, sono stata in questa cittadina per qualche giorno.

CASMA è una piccola città vicino alla costa centrosettentrionale del Perù e, soprattutto, vicino ad uno dei siti archeologici più antichi del paese: Sechìn.

Il complesso di SECHIN rappresenta un’importante testimonianza preincaica ed è quello meglio conservato di questo tratto di costa, anche se negli anni ha subìto diversi danni a causa dei profanatori di tombe e dei cataclismi naturali.

L’origine del popolo che costruì questo complesso (che risulta intorno al secondo millennio a.C.) è avvolta nel mistero. 

Il sito è formato da tre mura esterne al tempio principale, completamente ricoperte da sculture in pietra che raffigurano scene nelle quali sono presenti guerrieri e prigionieri nell’atto di essere sventrati. Per la crudeltà delle scene scolpite, gli studiosi suppongono che la cultura Sechin era caratterizzata da guerre e sacrifici umani.

Prima di entrare nel complesso archeologico, ti consiglio di visitare il museo. 

  • Costo ed orari d’ingresso: l’entrata al complesso costa 6 Soles per adulti, 4 Soles per gli studenti ed 1 Soles (cioè € 1,55 per gli adulti, € 1,00 per gli studenti ed € 0,25 per i bambini) per i bambini. E’ aperto tutti i giorni, tutto l’anno dalle 9.00 alle 17.00.

>Nota: se sei in zona Chimbote, oppure se hai bisogno di una fermata nella strada per andare a Nord, ti consiglio di andare a vedere il complesso. Altrimenti puoi tranquillamente saltarlo e dedicare questo tempo a vedere altre cose.

Trujillo, Huaca Esmeralda, Chan Chan e Huacas del Sol y de la Luna 

Dopo aver passato qualche giorno nel Distretto di Casma, ho trascorso 2 giorni a Trujillo, che è stata la base dell’ultimo mini-tour peruviano.

Questo tour organizzato comprendeva la visita di ben 3 siti archeologici: Huaca Esmeralda, Huacas del Sol y de la Luna e Chan Chan.

Partiamo da TRUJILLO.

Photo credits: https://en.wikipedia.org/wiki/File:Plaza_de_Armas_con_piletas_(Trujillo,_Peru).jpg

La città è considerata la terza più importante del Perù, lo stile è prettamente coloniale e moderno, come si nota dagli edifici coloratissimi che si affacciano su Plaza De Armas.

A poca distanza dal centro storico, si trova la spiaggia di Huanchaco, dove le caballitos de totora (sono le imbarcazioni usate per la pesca e per il surf) le protagoniste.

Se vuoi mangiare pesce, a Huanchaco si trovano tantissimi ristoranti che ti faranno mangiare uno dei migliori piatti di ceviche di tutto il Perù.

Il ristorante in cui ho pranzato è El Sombrero, vicino al Molo di Huanchaco, e te lo straconsiglio. Si mangia benissimo ed i prezzi sono ottimi.

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Trujillo non è famosa solo per la sua spiaggia o per il suo stile architettonico coloniale, è tappa turistica soprattutto gli importanti siti archeologici di civiltà precolombiane (Moche e Chimù) della zona.

Tra questi ci sono:

1) HUACA ESMERALDA è un sito archeologico risalente alla civiltà Chimù e si pensa che questo edificio fosse un santuario. E’ stato scoperto per caso da un proprietario terriero locale nel 1923, poiché le rovine erano sepolte dalla sabbia.

Purtroppo a causa dell’erosione e delle alluvioni, del sito è rimasto ben poco ma grazie alla ristrutturazione è ancora possibile distinguere figure di pesci, uccelli, onde e reti da pesca.

>Attenzione: Huaca Esmeralda si trova in un quartiere poco raccomandabile, perciò ti raccomando e ti consiglio di non andare da solo. Acquista un tour oppure munisciti di una guida locale. 

  • Costi ed orari di ingresso: il biglietto costa 11 Soles per gli adulti, 5,50 Soles per gli studenti e 1 Soles per i bambini (l’equivalente di € 2,85 per gli adulti, € 1,40 per gli studenti e 0,25 €. per i bambini), ed è incluso nel biglietto per Chan Chan. Il sito è aperto tutti i giorni, tutto l’anno dalle 9.00 alle 16.30.

2) CHAN CHAN è la città precolombiana più grande delle Americhe e la più grande del mondo costruita in adobe (impasto di argilla, sabbia e paglia essiccata al sole). Risale al 1300 a.C. ed è estesa su una superficie di 20 kmq. 

Fondata dal regno dei Chimù, fu la capitale dell’impero fino alla conquista dell’impero Inca nel 15° secolo. Si stima che vi abitarono circa 60.000 abitanti e si pensa che questa civiltà fosse ricca di oro, argento e ceramiche.

Chan Chan era costituita da 10 cittadelle cinte da mura ed in ciascuna di queste si trovava un monumento funerario in cui il sovrano veniva sepolto insieme ad una grande quantità di offerte, tra cui una decina di corpi di giovani donne sacrificate, ceramiche, tessuti e gioielli.

Per la sua bellezza strutturale, anche se il tempo (piogge ed alluvioni sono frequenti in questa zona) ha corroso gran parte del sito archeologico, l’Unesco nel 1986 lo proclamò Patrimonio dell’Umanità.

Ad oggi possiamo vedere il complesso Tschudi, l’unica parte della cittadella ad essere stata restaurata. 

>Consiglio: come per Huaca Esmeralda, per capire meglio la storia e la cultura Chimù ti consiglio di prendere una guida locale (il costo si aggira intorno a 30-40 Soles).

  • Costo ed orari d’ingresso: come detto sopra, il biglietto per Chan Chan è incluso nel biglietto per Huaca Esmeralda). E’ aperto tutti i giorni, tutto l’anno dalle 9.00 alle 16.30. Considera che per vederlo tutto ci vorrà un’oretta.

3) HUACAS DEL SOL Y DE LA LUNA sono due Templi della civiltà Moche che precedono di 700 anni la creazione di Chan Chan, risalenti al 450 a.C..

Il Tempio del Sole è la struttura precolombiana più grande del Perù, tanto che gli archeologi stimano che per costruirlo furono usati 140 milioni di mattoni di adobe.

La struttura visibile oggi è circa 1/3 di com’era nell’antichità, l’erosione meteorologica degli ultimi 1500 anni ed il saccheggiamento e la distruzione causata dai conquistatores nel XVII secolo hanno causato danni irreparabili. 

Per gli indizi ritrovati si pensa che il tempio veniva usato per riti cerimoniali e come residenza reale.

A poca distanza dal Tempio del Sole sorge il Tempio della Luna, che a mio parere è di gran lunga più bello anche se meno imponente.

Anch’esso è stata costruito dalla civiltà Moche in adobe e gli archeologi pensano che veniva usata come luogo militare ed amministrativo. 

A differenza del primo, il Tempio della Luna fu risparmiato dai conquistadores e ad oggi si possono ammirare i meravigliosi murales che sono “sopravvissuti” alle intemperie…

  • Costo ed orari d’ingresso: il costo del biglietto include entrambi i Templi ed è di 10 Soles per gli adulti, 5 Soles per gli studenti ed 1 Soles per i bambini (cioè 2,60 € per gli adulti, 1,30 € per gli studenti e 0,25 € per i bambini). E’ aperto tutti i giorni, tutto l’anno dalle 9.00 alle 16.00. Per vederli entrambi ci vorranno un paio di orette.

Considerazioni finali

Come hai potuto leggere in questi due articoli, il Perù nasconde tesori meravigliosi..

E’ un paese da vedere e da vivere.. non ti resta che prenotare e partire!

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Sperando di averti dato tutti gli spunti necessari, di averti incuriosito e perchè no di averti fatto un po’ sognare, visto che siamo in un momento storico in cui i viaggi (per ora) sono limitati.. ti lascio chiedendoti questo: quale luogo citato ti incuriosisce di più? scrivimelo nei commenti, se ti va ;-)!

Se hai bisogno di qualche informazione in più, non esitare a contattarmi via e-mail ad ambra@unagiramondosquattrinata.it.

A presto :-)..

ItinerarioPerù

PERÙ – TOUR FAI DA TE alla Scoperta della Terra degli Inca (parte 1)

Machu Pichu 4

Il Perù è un paese che racchiude in sè paesaggi surreali, rovine di antiche civiltà, bellezze architettoniche e misteri, tutti uniti alle tradizioni ed alle molteplici culture presenti nel paese.

Dall’Oceano Pacifico, alla foresta amazzonica.. dal deserto del Sechura alle alte montagne delle Ande, i paesaggi peruviani sono unici al mondo!

Avendo avuto la possibilità di stare in Perù 4 settimane, come detto nel precedente articolo (in cui parlo di come ho organizzato il viaggio), ho potuto esplorare questo paese nel profondo..

ღ_ღ

Il mio viaggio è iniziato a Lima, in cui ci sono stata circa una settimana, poi ho trascorso 2 giorni tra Pacaras, Ica (Deserto del Sechura e Huacachina) e Nazca. Tornata a Lima un volo diretto mi ha portato a Cuzco, dove iniziava il tour di 7 giorni nel sud del Paese che comprendeva: Cuzco, Machu Picchu, Puno-Lago Titicaca (parte peruviana e parte boliviana), Arequipa ed il Canyon del Colca.

Sempre partendo da Lima ho trascorso qualche giorno anche a nord-ovest, visitando il Distretto di Casma e Trujillo.

Rispetto ai normali itinerari, io ho fatto il giro opposto e “spezzato” per andare incontro alle necessità della mia amica.

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Vista la mole di luoghi, per miglior lettura dividerò questo articolo in 2 parti:

  • nella prima (ossia questa) troverai Lima, Pacaras, Ica, Deserto del Sechura-Oasi Huacachina, Linee di Nazca, Cuzco, Aguas Calientes e Machu Picchu;
  • nella seconda il Lago Titicaca (nello specifico le isole Uros e Taquile, per quanto riguarda la parte peruviana, e Copacabana e le Isole del Sole e della Luna, per quanto riguarda la parte boliviana), Arequipa, Canyon del Colca, Distretto di Casma e Trujillo.

Cominciamo..

Lima

La capitale e la città più popolata del Paese, nonché la seconda più popolosa di tutto il Sud-America (si contano circa 9 milioni di abitanti), è il punto di partenza di ogni itinerario.

Mi avevano parlato male di Lima, quindi non avevo grandi aspettative.. e devo dire che avevano ragione a parlarne male..

In tutto il Perù è il posto che ho gradito meno… anzi, diciamo la verità: Lima non mi è piaciuta per niente!

Questa città ha due facce completamente diverse: il centro perfettamente conservato, pulito, controllato e direi anche dal gusto piuttosto occidentale (grazie alle testimonianze della colonizzazione spagnola), e la periferia dove vige una grandissima povertà, criminalità, sporcizia e chi più ne ha più ne metta.

ღ_ღ

L’impatto iniziale appena uscita dall’aeroporto è stato veramente pessimo: il caos totale, il traffico, lo sporco, gli animali abbandonati che vagano per le strade.. senza dimenticare la sfrontatezza dei taxisti nel prenderti per un braccio e portarti con forza nel loro taxi, nonché il modo di guidare totalmente folle (considera che ad un certo punto mi sono fatta il segno della croce pensando “mi sa che non si arriva nemmeno a casa“.. ed io non sono credente!).

Oltre a questo mettiamoci anche il cielo, che è sempre grigio (perlomeno quando ci sono stata io ad agosto) ed il livello di smog, che è veramente allucinante! Insomma, abbiamo capito che non vedevo l’ora di lasciare la capitale!

ღ_ღ

Il centro storico è quello che ha salvato, diciamo, un po’ la situazione; centro storico che comprende la Plaza de Armas, o Plaza Major, e le principali vie dello shopping.

Plaza de Armas è senz’altro la parte più bella, nonché la parte più importante della città: è il punto in cui Francisco Pizarro (conquistatore dell’impero Inca) fondò Lima nel 1535, rendendola il fulcro dell’impero spagnolo nel nuovo continente.

Proprio a Francisco Pizarro è dedicata la Cappella all’interno della Catedral De Lima, conosciuta anche come Cattedrale di San Giovanni Apostolo Evangelista; cattedrale che reputo l’opera architettonica più bella di tutta la città, sia dentro, che fuori..

photo credits: https://it.m.wikipedia.org/wiki/File:Francisco_Pizarro_Tumba.JPG

Oltre alla Cattedrale, in Plaza de Armas ci sono il Palazzo del Governo, il Municipio ed il Palazzo Arzobispal.

Da Plaza de Armas ci si addentra nelle vie dello shopping, nonché negli innumerevoli mercati al coperto che ti consiglio di vedere per acquistare i souvenir (da vestiti ai pezzi di artigianato locali, credimi che non uscirai a mani vuote.. soprattutto per i prezzi!).

Purtroppo di Lima ho visto solo il centro storico, sia perchè il tempo era sempre brutto, sia perchè alloggiavo presso la casa dei fratelli della mia amica che distava circa un’oretta dal centro e, dal momento che non potevo uscire da sola (per motivi di sicurezza), dovevo seguire, giustamente, i loro impegni; di conseguenza, purtroppo, ho saltato la visita ai quartieri Miraflores e Barranco, che dovrebbero essere i due quartieri più belli della città.

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  • Come muoversi in città

La scelta del mezzo è veramente ampia: taxi, autobus, combi (minibus condivisi), mototaxi, ce n’è per tutti i gusti!.

Quando prendi un taxi, un mototaxi o un combi mi raccomando: concorda SEMPRE il prezzo. Non hanno il tassametro (molti taxi non sono nemmeno ufficialmente autorizzati) e vedendo che sei un turista se ne approfittano.

Ovviamente per tutti e tre i mezzi la tariffa varia a seconda della distanza.. i combi generalmente sono quelli più economici in quanto si condividono con altre persone.

Per quanto riguarda gli autobus, ci sono il Metropolitano ed il Corredor Azul.

A Lima è presente anche la metropolitana, che più che una metropolitana è una sorta di tramvia/treno che collega solo la zona centro-sud della città con la Linea 1 (attualmente l’unica Linea).

  • Dove mangiare

Nel centro storico ci sono centinaia di locali a basso costo dove potrai mangiare i principali (e buonissimi) piatti peruviani e non solo, ci sono molti ristoranti multietnici.

Io ho cenato presso il ristorante “Chifa Lampa“, dove ti consiglio di andare se vorrai mangiare un bell’ Arroz Chaufa a bassissimo prezzo (mi pare di aver pagato 10 Soles, l’equivalente di 2,60 €).

  • Dove fare shopping: 

Come detto sopra il centro è pieno di negozi e mercati al coperto; tra questi mi sento di consigliarti il Centro Artesanal Santo Domingo, ove troverai veramente di tutto e di più a prezzi eccezionali!

Per quanto riguarda lo shopping “normale”, la via principale (pedonale) è Jiron de la Union.

Se pernotterai in zona Miraflores, ti consiglio di fare un salto anche al Centro Commerciale Larcomar

>Nota: la mia valigia era rimasta ad Amsterdam, perciò per 3 giorni non ho avuto la mia Reflex per fare foto decenti. Questo problema unito al fatto che ogni volta che prendevo il cellulare in mano per fare le foto mi “sgridavano” (per via della “pericolosità” di questo gesto), ha fatto sì che le sole foto che ho della città sono quelle che ho messo..

>Attenzione: la stragande maggioranza della popolazione di Lima è in una grande povertà, quindi in luoghi affollati ti consiglio di evitare di prendere in mano portafogli o cellulari di ultima generazione, perché in men che non si dica potresti ritrovarti senza l’uno o l’altro (consiglio che mi è stato dato appena sono atterrata a Lima e che mi sembra doveroso riportare a te).

>Consiglio:Per vedere la città ti basteranno un paio di giorni.

Paracas e le Isole Bellastas

Paracas è una piccola città, alquanto insignificante se non fosse che da cui partono i tour in barca per le Isole Bellastas. Tour che a mio avviso devi assolutamente fare! 

La prima “tappa” è vedere il Candelabro, uno dei grandi misteri che avvolgono il Perù. Tutt’ora non sappiamo chi lo ha fatto, quando è stato fatto e perché è stato fatto..

Questa figura geoglifica, alta più di 150 metri e larga 50, per alcuni studiosi è legata alle Linee di Nazca, vista la vicinanza; altri, invece, ritengono che fosse una guida per la navigazione sulla costellazione della Croce del Sud. 

Passato il Candelabro, ci avvicinammo nel piccolo paradiso di leoni marini, gabbiani, pinguini, uccelli e chi più ne ha più ne metta! 

Uno spettacolo naturale che unisce flora e fauna.. le isole vengono chiamate le piccole Galapagos peruviane..

l’isola dei Cormorani

>Nota: L’escursione dura circa 2 ore, se soffri di mal di mare di consiglio di portarti le medicine apposite perché le barche sono piccole e le acque sono spesso agitate. Oltre a questo ti raccomando anche di vestirti adeguadamente, non dimenticarti un cappello ed una giacca/k-way/felpa perché il sole batte forte ed il vento è pressoché incessante.

Deserto di Ica e Huacachina 

Da Paracas il Tour proseguiva tra le dune del Deserto.

Una distesa di sabbia che costeggia l’Oceano Pacifico e che nasconde una meraviglia della natura: l’oasi di Huacachina.

Avevo già attraversato un deserto su un dromedario in Tunisia, mi mancava, però, l’esperienza di farlo a bordo di un buggy.. sembrava di essere su un roller coaster!

E soprattutto mi mancava l’adrenalina sprigionata dal fare sandboarding, anche se all’inizio ero un po’ terrorizzata!

Ica 

Il primo giorno di questo tour organizzato si concluse presso un’azienda vinicola ad Ica, che comprendeva un’interessante degustazione di Pisco, una sorta di Brandy.. 

Quanto è buona la crema di Pisco! Provala, non te ne pentirai!

Nazca 

La mattinata del secondo ed ultimo giorno di questo mini-tour venne dedicata alle linee di Nazca.

Le oltre 13.000 linee che formano un insieme di più di 800 disegni di animali e di enormi figure geometriche, Patrimonio dell’Umanità dal 1994, racchiudono uno dei più grandi misteri irrisolti su cui negli anni sono state fatte migliaia di teorie ed ancora oggi non sappiamo quale di queste si avvicina più alla realtà.

Si ipotizza che siano state tracciate tra il 300 a.C. ed il 500 a.C. dalla Civiltà Nazca e c’è chi sostiene che siano state create per il culto degli antenati (l’archeologo statunitense Kosok), chi sostiene che hanno un legame con il calendario astrologico (l’archeologa tedesca Maria Reiche, che ha passato l’intera vita a studiare questi geoglifici), chi sostiene che siano legati all’utilizzo dell’acqua (studio recente) e chi ipotizza, invece, che si tratta di figure fatte da alieni o aeronauti preistorici.

D’altronde è davvero molto difficile pensare che queste “opere” siano state fatte da esseri umani, soprattutto se si pensa che sono state realizzate oltre 1500 anni fa su una superficie di oltre 600 km quadrati, in mezzo al deserto.

E tu cosa pensi? quale teoria è quella più plausibile? (scrivimelo nei commenti se ti va, son curiosa)

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Le linee di Nazca si possono vedere solo per via aerea, a bordo di un piccolo.. piccolissimo aereo che sorvola il deserto di Nazca..

Il giro dura circa una mezz’oretta e si possono ammirare 12 delle figure più rappresentative e famose.

Oltre alle 12 segnate sono visibili anche altre 2: la lucertola e la spirale.

>Attenzione: se soffri di mal d’aereo e di vertigini, ti sconsiglio di farlo. Non è un volo di linea, è molto “movimentato”.. a tratti sembra quasi di precipitare!

Cuzco

La capitale dell’Impero Inca, collocata a 3400 metri sopra il livello del mare, dichiarata Patrimonio dell’Umanità nel 1983 dall’Unesco, è la città che più ho amato in Perù.

Ogni suo angolo racchiude in sé tesori che ti portano indietro nel tempo.. un connubio perfetto tra antico e moderno, dove il periodo coloniale, per fortuna, non ha distrutto le bellezze dell’antica civiltà Inca.

Il cuore della città, come ogni città peruviana, è Plaza de Armas: il punto di partenza e di incontro di tutti.

Adesso, ma anche durante l’Impero Inca, la piazza è il centro amministrativo, religioso e culturale della città.

Sulla piazza si affaccia la Cattedrale di Cusco, sede dell’Arcidiocesi, costruita nel 1559 con blocchi di granito rosso trasportati dal vicino sito inca Sacsayhuamàn, sulle fondamenta del palazzo dell’Inca Viracocha.

Ma la cosa che ti stupirà di più, perché è di una bellezza incredibile, è Coricancha (o Qorikancha in Quechua), il più importante tempio Inca dedicato al Dio Sole, dove venivano celebrati riti e sacrifici religiosi.

Di fronte al tempio vi è un bellissimo e curassimo giardino, che un tempo era costernato di statue d’oro.

Con l’arrivo degli spagnoli, il Tempio fu in gran parte distrutto e venne costruito il Convento di Santo Domingo, che ha una bellezza architettonica disarmante!

Un’altra tappa in città è la “Piedra de Los 12 angulos”, lungo la strada Hatun Rumiyoc.

Questa pietra pesa 600 tonnellate ed è considerata la perfetta dimostrazione di come fosse meticolosa l’architettura Inca.

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L’ultima tappa della giornata è stata Pukamuqu, una collina che sorge a circa 10 km dal centro storico di Cuzco, vicino al sito archeologico di Sacsayhuamàn, ove è presente la Statua del Cristo Bianco.

Il panorama che regala questo luogo è spettacolare..

A causa di mancanza di tempo, purtroppo, ho saltato la visita a Sacsayhuaman (l’ho fotografato solo da lontano), uno dei siti archeologici inca più grandi e più misteriosi al mondo. Non si conosce, infatti, il motivo per il quale gli Incas hanno costruito questa fortezza ed è incredibile pensare che hanno usato pietre il cui peso arriva a 300 tonnellate.

Questo luogo fu teatro di una delle battaglie più importanti tra i conquistadores e gli Incas. I migliaia di cadaveri ritrovati sul posto attirarono grandi stormi di condor e questa tragedia viene tutt’ora ricordata e rappresentata dagli 8 condor che formano il simbolo di Cusco.

>Raccomandazione: per tornare in città da Pukamuqu ti consiglio vivamente di fare il percorso a piedi. C’è un sentiero tutto in discesa, che costeggia una parte del sito archeologico Sacsayhuaman.

  • Come spostarsi in città:

Il centro storico è visitabile a piedi in quanto non è grande e le cose principali da vedere sono tutte l’una accanto all’altra. Ti sentirai magari un po’ affaticato perché sarai a circa 3400 metri di altitudine e farai molti saliscendi.

Per le tratte da/per l’aeroporto, come per Lima, ci sono taxi, combi ed autobus.

Per arrivare al punto panoramico Pukamuqu e a Sacsayhuaman io ho preso l’autobus all’andata.

  • Dove mangiare:

Ci sono un’infinità di locali, ma ti vorrei consigliare il posto in cui ho pranzato io, che è veramente molto bello ed il cibo è ottimo: Casa Faustina, nel pieno centro storico, vicino al Convento di Santa Faustina. 

Questo è il piatto che ho mangiato.. e che ti consiglio di provare se ovviamente non sei vegetariano: carne di alpaca con pasta fatta in casa al pesto di coca.

  • Dove fare shopping:

Di negozietti di souvenir non mancano di certo e, a differenza di Lima, non ce n’è uno in particolare che mi sento di consigliarti, ce ne veramente sono molti, soprattutto nelle stradine pedonali alle spalle di Plaza de Armas.

Se sei amante dei mercati ti consiglio di fare un salto al Mercato San Pedro, il più importante e conosciuto di Cuzco.

  • Costi ed orari di ingresso:

Coricancha: il biglietto d’entrata costa 15 Soles (5,00 € circa); il museo è aperto dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 17.30. Domenica chiuso.

Sacsayhuamàn: il biglietto costa 75 Soles (20,00 € circa) ed il sito è aperto tutti i giorni dalle 7.00 alle 18.00.

>Consiglio 1: se, come me, viaggerai con “zaino in spalla” e non pernotterai a Cuzco, ti consiglio di sfruttare il servizio di deposito bagagli presso gli hotel. Costa relativamente poco, è sicuro e ti permetterà di vedere la città senza l’ingombro di zaini o borse.

>Consiglio 2: per vedere Cuzco basta un giorno, ma sinceramente io ti consiglio di passarne almeno due perché la città è veramente bella e ti eviteresti di camminare per 12 ore di fila come ho fatto io, godendotela anche di più.

Aguas Calientes 

E’ una piccola cittadina che di per sé non ha niente di importante da vedere, se non quella che si trova nel crocevia per raggiungere il Machu Picchu.

Ti consiglio di vederla al ritorno dal Machu Picchu perchè è molto caratteristica.. 

Se vuoi far merenda, mangia questa dolce delizioso (una fusione tra crêpes alla nutella e banana split) presso l’Hostal Restaurant Pizzeria Quizza (che purtroppo non so se esiste ancora, ma lungo Ave Pachacutec troverai diversi bar e ristoranti che sicuramente lo riproporranno).

Machu Picchu

Non c’è viaggio in Perù che non comprenda una delle 7 meraviglie del mondo moderno!

Il Machu Picchu è il posto più turistico del paese.. il più visitato.. il più bello..

L’energia, la bellezza, il paesaggio di questo luogo è UNICO AL MONDO! 

Fa parte dei Patrimoni dell’Umanità ed è il terzo sito archeologico più grande del mondo, dopo gli Scavi di Pompei e Ostia Antica.

Per nostra fortuna, direi, la cittadella non fu mai trovata dai conquistadores spagnoli, ma bensì venne scoperta nella seconda metà dell’Ottocento dal tedesco Augusto Berns, anche se il mondo ufficialmente conobbe questo meraviglioso sito archeologico solo nel 1911, quando uno storico statunitense, Hiram Bingham, pubblicò numerosi articoli e libri sulla città perduta.

A metà del XX secolo, grazie all’attenzione che si creò su questo luogo ed all’apertura della strada carrabile che dalla stazione di Aguas Calientes portava alle rovine, Machu Picchu divenne la principale meta turistica del Perù, grazie alla quale è aumentata la ricchezza della popolazione.

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Tutt’oggi intorno a questo luogo aleggia un grande mistero: non è ancora stato scoperto a che cosa serviva Machu Picchu, ma si ipotizza che questa città veniva usata per lo studio degli astri (tanto da essere posizionata esattamente nel mezzo dei 4 punti cardinali rappresentati a nord dalla montagna Huayna Picchu, a sud dalla montagna Machu Picchu, lai ovest dalla meridiana vicino al Tempio del Sole e ad est dall’altare del Condor) e per il culto della religione.

Le parti principali della cittadella sono:

  • la capanna del custode della roccia funeraria (il punto, secondo me, più panoramico del sito archeologico, nonché uno dei pochi edifici restaurati);
  • il tempio del sole;
  • la tomba reale;
  • le vasche cerimoniali;
  • la piazza sacra, che include due dei maggiori edifici di Machu Picchu, ossia il Tempio delle Tre Finestre ed il Tempio Principale);
  • il tempio del Condor;
  • l’intihuatana (il blocco di pietra usata per determinare i solstizi e gli equinozi);
  • la residenza reale;
  • la rocca sacra (ove venivano espressi i desideri o fatte delle preghiere);
  • le prigioni;
  • l’area agricola.

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L’emozione che ti da è davvero UNICA: ovunque ti giri, ovunque ti trovi a fotografarlo, qualsiasi passo fai in qualsiasi direzione vai, la domanda rimarrà sempre una: com’è possibile che un popolo antico (che non aveva i nostri mezzi tecnologici) ha creato tutto questo ben di dio??

Un capolavoro di ingegneria ed architettura che fanno capire quanto avanzata fosse le civiltà Inca.

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  • Costo ed orari d’ingresso: l’entrata a Machu Picchu costa 65,00 USD per gli adulti, e 39,00 USD per i minori di 18 anni e gli studenti. Rispetto al 2016 (quando ci sono stata io, ossia, quando si poteva entrare a qualsiasi ora e rimanerci quanto si voleva), gli orari sono stati divisi in 9 turni: ogni ora dalle 6.00 alle 14.00 (questo provvedimento del 2019 è stato fatto in quanto il terreno, su cui camminano milioni di visitatori l’anno, sta cedendo). Si può rimanere nel sito archeologico solo 4 ore dall’orario di ingresso. Per le informazioni più dettagliate e l’acquisto dei biglietti clicca qui

>Consiglio 1: Se trovi un alloggio a buon prezzo ad Aguas Calientes, ti conviene prenotarlo, in quanto è più comodo per essere in pole position per raggiungere Machu Picchu. Altrimenti la soluzione più economica è pernottare ad Ollantaytambo (come ho fatto io): i prezzi sono decisamente più bassi e se il tempo te lo permette potrai vedere il Templo del Sol, il Santuario e Pinkuylluna.

>Consiglio2: Se alloggerai ad Ollantaytambo, devi alzarti molto, molto presto. Considera che io avevo il treno alle 4.35 ed era già stracolmo di gente. La coda, poi, per prendere il pullman ad Aguas Calientes per arrivare a Machu Picchu è lunghissima e più tardi vai, peggio è!

>Nota: se sei allenato, hai tempo (il tour “classico” è di 4 giorni e 3 notti, mentre quello breve è di 2 giorni ed 1 notte) e, soprattutto, soldi (l’escursione si può fare solo ed esclusivamente con una guida ed i costi sono molto alti: il tour classico è di circa 600,00$, mentre quello breve è di 500,00$), considera nel tuo itinerario l’Inca Trail

Ah.. mi raccomando: non dimenticarti di salutare i Lama che girano liberi tra le rovine.. non li spaventare però: sennò sputano 🤪!

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Bene, questa prima parte direi che l’abbiamo conclusa in grande stile.

Ed ora che aspetti? Corri nella seconda parte e poi, se ti va, scrivimi nei commenti quali sono i 5 posti che vorresti vedere di più e/o quelli che più ti incuriosiscono.. 🙂

A presto.. 🙂

ItinerarioPerù

Perù – Organizzazione viaggio fai da te

Uros 19

Stai progettando un viaggio in Perù? Bene, in questo articolo ti illustro come ho organizzato tutto nel giro di 15 giorni.

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Il mio è stato un viaggio un po’ “particolare”, in quanto sono stata in Perù 4 settimane, di cui 15 giorni li ho passati ad esplorare le bellezze paese ed il resto tra una casa e l’altra in quanto ero ospitata dalla famiglia di una mia amica peruviana. Opportunità di cui sono grata perché mi ha aiutato a capire la cultura peruviana e a vedere il Perù con un occhio da persona del posto, piuttosto che da turista..

E non solo…

Grazie a loro ho mangiato (ed adorato alla follia) ogni tipo di piatto peruviano, ho ballato a suon di musica andina, ho imparato un po’ lo spagnolo ed ho potuto apprezzare meglio le loro tradizioni.. insomma direi un’esperienza unica!

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Bando alle ciance ed arriviamo al sodo..

Premetto che di alcune cose non parlerò nello specifico sia perché è passato un po’ di tempo e non ho trovato appunti in merito, sia perché sono state organizzate sul posto dai familiari della mia amica, quindi non ho le carte alla mano per poterti dare informazioni più dettagliate (tipo costo dei tour ed agenzie di viaggio locali).

Volo

Prenotato esattamente 1 mese prima della partenza (il viaggio è nato in un momento di totale pazzia, in quanto ho deciso di acquistare il volo dalla mattina, in cui mi è stato proposto, alla sera.. mai successo prima!) presso un’agenzia di viaggi fiorentina, specializzata in viaggi in Sudamerica.

Avevo inizialmente confrontato i prezzi online, ma erano stranamente più alti rispetto ad il prezzo che mi avevano proposto in agenzia, ossia 1.250,00 € con KLM.

E’ stato un volo interminabile, specialmente al ritorno!

2 scali all’andata (Firenze-Amsterdam-Quito-Lima) e ben 3 scali al ritorno (Lima-Quito-Gye Guayaquil-Amsterdam-Firenze).

Itinerario in breve

Aiutandomi con la mia preziosissima guida Lonely Planet (che potrai acquistare anche su Amazon), ho stilato una lista di posti ed escursioni che volevo fare. 

Consultatami con i miei “accompagnatori“, ho stabilito i giorni di effettivo tour che mi sarebbero serviti ed ho prenotato le sistemazioni per le varie tappe.

In sostanza, questo è stato il mio itinerario:

Limavisita della città e shopping!
Paracastour in barca alle Isole Bellastas
Icaescursione nel deserto del Sechura, visita all’oasi Huacachina e degustazione del Pisco presso un’azienda agricola locale
Nazcavolo sulle Linee di Nazca
Cuzco-Valle Sacravisita della città, pernottamento ad Ollantaytambo, visita Machu Picchu e piccola sosta ad Aguas Calientes
Lago Titicacatour del lago parte peruviana (Isole Uros e Taquile) con partenza da Puno e tour del lago parte boliviana (Islas del Sol y de la Luna), con partenza da Copacabana
Arequipavisita della città, con tour della zona periferica e tour nel Canyon del Colca.
Casmavisita della cittadina e visita alle rovine di Sechìn
Trujillovisita guidata della città e dei siti archeologici Huaca Esmeralda, Chan Chan e Huacas del Sol y de la Luna.

PS. Nel prossimo articolo parlerò di ogni singola tappa nel dettaglio, perciò non perdertelo!

Alloggi

A Lima sono stata ospitata in casa della famiglia della mia amica, quindi non posso suggerirti un hotel o una sistemazione. 

Ad Ica l’alloggio era incluso con il tour acquistato dalla parente della mia amica, di cui purtroppo, come detto sopra, non ho appunti ed anche qui non posso darti alcun suggerimento.

Ollantaytambo: ho pernottato presso l’ostello Las Portadas, ottima posizione, camera spaziosa e prezzo super per una notte: € 24,00 per una camera doppia con letti singoli e bagno privato (dovrebbe esserci, se non sbaglio, la colazione inclusa, ma non ne ho usufruito perché alle 4.30 del mattino eravamo già alla Stazione di Ollantaytambo per prendere il treno per Aguas Calientes).

Puno: avendo bisogno di un hotel vicino al porto, l’Hostal Apurimak è stato la scelta migliore: € 26,00 per un’ampia camera doppia con bagno privato, a 5 minuti dal luogo di imbarcazione per il tour sul Lago Titicaca.

Arequipa: ci sono stata 2 notti ed ho soggiornato presso l’ostello Home Sweet Home, che si trova a pochi minuti di distanza da Plaza de Armas: € 46,00 per una camera doppia con bagno privato e vista sul cortile interno.

A Casma, come a Lima, ho soggiornato presso l’abitazione del fratello della mia amica, quindi anche per questa cittadina non ho alloggi da suggerirti,

Trujillo: ho pernottato una notte presso l’ostello El Mochilero, pagando € 18,00 per una camera familiare (3 adulti più un bambino) con bagno privato. E’ stato sinceramente l’ostello che meno mi è piaciuto, ma il personale è molto cortese ed era comodo per il centro.

Spostamenti interni

Per le tratte più lunghe, quelle dalle 7-8 ore in su, ho usato l’aereo (per risparmiare tempo), mentre per tutte le altre il pullman è il mezzo più economico e direi anche comodo! 

Questi sono gli spostamenti che ho fatto nel dettaglio:

  • Da Lima a Paracas-Ica-Nazca = pullman del tour guidato
  • Da Lima a Cuzco = volo Peruvian Airlines 78,00$
  • Da Cuzco ad Ollantaytambo = pullman (purtroppo non ricordo il prezzo)
  • Da Ollantaytambo ad Aguas Calientes = treno Perù Rail 129,00 $ (di cui 63,00 $ all’andata e 66,00 $ al ritorno)
  • Da Aguas Calientes a Machu Picchu = pulmino Consettur Machupicchu S.A.C.  24,00 $ A&R
  • Da Cuzco a Puno = pullman 20,00 $
  • Da Puno ad Arequipa = pullman notturno 12,00 $
  • Da Arequipa a Lima = Volo Peruvian Airline pagato 76,00 $ A&R.
  • Da Lima a Casma = pullman notturno $ 15,00 
  • Da Casma a Trujillo = pullman notturno $ 32,00 A&R.
  • Da Casma a Lima = pullman notturno $ 17,00.

Nota: dall’Italia avevo prenotato solo i voli interni ed il treno Ollantaytambo-Aguas Calientes. Il resto è stato tutto prenotato in loco.

Salute (vaccinazioni ed assicurazione)

Su questo capitolo vorrei approfondire alcune cose.

Punto n. 1: come detto nella pagina di informazioni generali, non è obbligatorio vaccinarsi, ma è consigliato farlo se il viaggio prevede la foresta amazzonica, dove c’è rischio di prendersi la malaria e la febbre gialla.

Punto n. 2: Le zanzare nel nord-est del paese sono molto aggressive, quindi non dimenticarti di acquistare e portare con te un ottimo spray antizanzare. L’Autan, per quanto mi riguarda, non ha funzionato! Nelle colline del Distretto di Casma sono stata punta nelle gambe (avrò avuto tipo 10 brutte pinzature) ed il prurito e bruciore mi è rimasto per più di un 1 mese, nonostante avessi assunto delle medicine a base di cortisone. 

Punto n. 3: Leggendo nei vari siti e blog e parlando anche con la famiglia peruviana della mia amica, la grande preoccupazione di tutti è il “mal d’altura”. 

Sinceramente, nonostante sia stata anche a 5000 metri, non ne ho sofferto. E’ vero (ed è normalissimo) che ti sentirai un po’ scombussolato ed affaticato, ma oltre a questo è anche facile acclimatarsi. 

Per far fronte al problema e se vuoi stare tranquillo, portati le medicine apposite e quando sarai in Perù approfitta di un’usanza usata dai locali: bevi il mate de coca oppure, metodo ancora più efficace (a quanto mi è stato detto), mangia direttamente una foglia di coca.

Punto n. 4: l’assicurazione è indispensabile e ti consiglio assolutamente di farla.

Io ho scelto la compagnia assicuratrice che mi ha “protetto” nei 3 viaggi a New York, ossia la Coverwise. I prezzi sono ottimi e puoi scegliere tra la sola copertura medica, la copertura medica e dei bagagli e quella “tutto incluso”; ho speso € 41,34 per la copertura “Medica e bagaglio” per 4 settimane e mezzo.

Sim

Per evitare problemi di linea, per risparmiare e poter navigare tranquillamente internet, ti consiglio di acquistare una sim peruviana che ti copra tutto il periodo del soggiorno, per non ritrovarti in difficoltà come mi sono trovata io.

Nel 2016 avevo la 3 come compagnia telefonica italiana ma, nonostante mi fossi informata e nonostante mi avessero tranquillizzata sul funzionamento, appena arrivata a Lima il cellulare non aveva linea.

Per un paio di giorni ho provato e riprovato a collegarmi, mandando mia madre nei negozi 3 e parlando direttamente con gli operatori, ma niente da fare!

Alla fine ho comprato una sim, cosa che avrei potuto fare indipendentemente dal funzionamento o meno della mia sim italiana, visto il risparmio che c’è!

Ci sono tanti operatori, ma la mia scelta (sotto suggerimento della mia amica) è caduta su Claro, l’operatore più diffuso e conosciuto del Perù. 

Il costo della sim (prepagata) varia in base ai giga ed ai giorni di utilizzo, la mia l’ho pagata circa 20 Soles, l’equivalente di 5,00 €, per 2 GB e 20 giorni.

Abbigliamento

Tralasciando il fatto che dipende molto dal periodo in cui andrai in Perù e dal tour che farai, di seguito ti suggerirò dei capi per quanto riguarda il mese di Agosto, in quanto non voglio che tu faccia gli stessi miei errori (ero partita con una valigia stracolma di roba invernale, rivelatasi utile solo per la permanenza a Lima).

Tanto per farti un esempio veloce, ti dico che a Machu Picchu (come puoi vedere dalla foto) ero sbracciata, nonostante nello zaino mi fossi portata golf, felpa e giubbotto.. tutto peso inutile! 

Tra le cose che non ti devono mancare nel bagaglio ci sono:

  • magliette a maniche corte, felpa e giubbotto;
  • pantaloni lunghi da ginnastica o da trekking;
  • scarpe: sneakers per le città e da trekking per le escursioni;
  • cappello (io me ne sono dimenticata e dovevo arrangiarmi coprendomi la testa con un golf, ma credimi ti servirà);
  • zaino;
  • costume (se andrai al nord il clima è ottimo per fare un bel bagno nell’oceano).

Il miglior modo per far fronte alle diverse escursioni termiche durante le giornate (di giorno la temperatura può arrivare a 22-23°, ma la sera cala drasticamente – specialmente nell’altopiano – arrivando anche ad 1-2°) è vestirsi a cipolla!

Considerazioni finali

Si può fare questo viaggio da soli? Sicuramente si, ma in alcuni posti (tipo Lago Titicaca, Arequipa, Nazca-Ica e Trujillo) ti consiglio di acquistare, anche in loco, un tour guidato perché non solo ti verranno illustrati storia e dettagli del posto, ma soprattutto verrai portato in luoghi che da solo non sono facilmente raggiungibili (ed a volte non sono nemmeno tanto sicuri).

Andare ad Agosto conviene? Si, assolutamente. Non ti spaventare dal fatto che in Sudamerica è inverno. Il tempo, a parte nella grigia ed umida Lima, è bello, non fa né troppo caldo, né troppo freddo. Il clima è secco, non piove praticamente mai e questo ti permetterà di vedere tutte le meraviglie del Perù con un bel sole e senza problemi.

E’ pericoloso viaggiare da soli? No, se si sta attenti e se si ha il buon senso. E’ un paese molto povero e ci sono cittadine o quartieri delle grandi città poco raccomandabili, in particolar modo a Lima occorre fare attenzione a borse, portafogli, cellulari, ecc. in quanto la città è veramente caotica ed anche in autobus basta poco per subìre un furto. Informati prima sulle zone in cui pernotterai, ma evita i sobborghi e le periferie. 

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Spero di averti dato le informazioni necessarie per organizzare al meglio il tuo bellissimo viaggio in questo Paese. 

Se hai bisogno di approfondire o chiedermi qualcosa, non esitare a scrivermi.. 

A a presto con il prossimo articolo sul Perù.. 🙂

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AMSTERDAM in 5 giorni – le 10 cose (+ 1) da vedere e da fare

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Normalmente Amsterdam viene associata allo sballo ed al divertimento: dai coffee shop, dove puoi fumare la marijuana, al quartiere a luci rosse, dove ci sono le prostitute in vetrina.. ma in realtà questa città ha molto di più da offrire!

Avevo già accennato nel mio articolo precedente (clicca qui se te lo sei perso) l’amore che ho per la capitale olandese.. Le sue casette (oddio quanto amo le case olandesi!), le sue vie, i suoi canali, la natura che la circonda, i colori.. è davvero meravigliosa!

Senz’altro è una città sopra le righe, soprattutto se la visiterai nel periodo del Pride, ossia il festival che viene celebrato ogni anno dal 1996, tra la fine di luglio e l’inizio di agosto, in nome dell’uguaglianza e delle pari opportunità per le comunità LGBT.

La sensazione che trasmette Amsterdam è la libertà.. la libertà di essere se stessi, senza essere giudicati; la libertà di vestirsi come vogliamo, senza essere guardati male; la libertà di ballare, senza distinzione di età, in mezzo ad una piazza senza aver cura di chi guarda (è così che Amsterdam mi accolse appena misi il piede fuori dal Tram)..

Questa città racchiude in sé talmente tante cose, che per capire ciò che dico va vista e vissuta in prima persona.

Ok.. ho già fatto una bella sviolinata nel post precedente e non voglio allungare il brodo… d’altronde penso che si sia già capito bene il mio pensiero su Amsterdam, perciò arriviamo al motivo per cui ti trovi in questo articolo.

Cosa vedere e cosa fare ad Amsterdam (e dintorni) in 5 giorni.

1. I Canali

Forse è banale iniziare da qui, ma d’altronde la bellezza di Amsterdam è strettamente legata ai corsi d’acqua che l’attraversano..

Gli oltre 165 canali, che vanno a coprire un’area di circa 100 km in lunghezza, sormontati da circa 1500 ponti, fanno sì che la città venga soprannominata la “Venezia del Nord”.

I tre canali principali, HerengrachtKeizersgrachtPrinsengracht, formano una cintura chiamata Grachtengordel. L’area compresa nella cintura di canali, ove sorgono oltre 1500 edifici storici, nel 2010 è stata inserita nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

La “Curva d’Oro”
  • I canali nel dettaglio:

Herengracht: il “Canale dei Signori” è il primo dei tre canali principali nel centro di Amsterdam. Realizzato tra il 1585 ed il 1660, è divenuto nel tempo il canale più importante in quanto ivi abitavano le persone più ricche ed il borgomastro della città.

Keizersgracht: il “Canale dell’Imperatore” è il secondo e più ampio canale tra i tre principali del centro città. Realizzato a partire dal 1612, deve il suo nome all’Imperatore austriaco Massimiliano I d’Asburgo.

Prinsengracht: il “Canale del Principe” è il quarto e più lungo canale tra i principali e prende il nome da Guglielmo I d’Orange. E’ quello più recente, scavato nella seconda metà del XVII secolo. La maggior parte delle case che si affacciano sul canale sono state costruite durante l’Età d’Oro olandese ed i ponti si connettono con le vie del quartiere Jordaan.

Singel: è il canale più antico della città, costruito tra il 1450 ed il 1450, ed è circondato dalla parte medievale di Amsterdam. Tra il 1480 ed il 1585 venne usato come fossato.

Zwanenburgwal: prende il nome dalla strada in cui hanno vissuto il pittore Rembrandt ed il filosofo Spinoza, anche se originariamente si chiamava Verversgracht (“Canale dei Tintori“), in quanto l’industria tessile dominava questa parte della città ed i tessuti tinti venivano appesi, per essere asciugati, lungo questo canale.

Brouwersgracht: questo canale è famoso per la presenza delle case galleggianti. Anticamente ivi si trovavano molti magazzini e depositi per le navi, in quanto passavano in questo canale le navi provenienti dall’Asia con spezie e sete. Oggi i magazzini sono appartamenti, alcuni tra i più costosi di Amsterdam.

  • Consiglio: oltre a vederli a piedi o in bici, il giro in battello o in crociera tra i canali (specialmente al tramonto) è un’esperienza da fare! Online c’è molta scelta, il cui costo varia a seconda dei servizi offerti. Io prenotai questa crociera (guidata con audioguida) su GetYourGuide. Mi sono trovata bene ed il prezzo è molto buono.

2. Il museo di Van Gogh

Tappa fondamentale in un viaggio ad Amsterdam, il museo possiede la più grande collezione di opere del famoso pittore. 

E’ piuttosto grande, sono 3 piani, e ci vorranno un paio di orette per vederlo.

  • Nota importante: i biglietti si acquistano solo online in questo sito.
  • Costi ed orari

– il costo del biglietto è di € 19,00 (€ 24,00 se vorrai fare il tour multimediale) per gli adulti e gratuito i minori di 18 anni;

– gli orari di apertura e chiusura sono i seguenti: 29 aprile-20 giugno e 2 settembre-27 ottobre dalle 9.00 alle 18.00 (il venerdì dalle 9.00 alle 21.00); 21 giugno-1º settembre e dal 23 al 31 dicembre dalle 9.00 alle 19.00 (il venerdì ed il sabato dalle 9.00 alle 21.00); 2 settembre-27 ottobre dalle 9.00 alle 18.00 (il venerdì dalle 9.00 alle 21.00); 28 ottobre-22 dicembre dalle 9.00 alle 17.00 il venerdì dalle 9.00 alle 21.00);

  • Come arrivarci: tram nn. 2, 5, 12 (fermata Van Baerlestraat); autobus nn. 347, 357, 397, N47, N88, N97 (fermata Rijsksmuseum)

3. La Casa di Anna Frank

La casa è un pezzo di storia ed è obbligatorio visitarla (secondo me). Nelle sue stanze la giovane ebrea Anna Frank e la sua famiglia rimasero nascosti nel periodo dell’occupazione nazista nei Paesi Bassi, dal 1942 al 1944 (anno in cui vennero scoperti dai nazisti e deportati nei campi di concentramento).

L’edificio si trova lungo il canale Prinsengracht e venne adibito a museo nel 1960.

Il percorso all’interno della casa prevede l’entrata, attraverso un passaggio segreto, nascosto da una libreria, nelle due stanze dove Anna scrisse il suo diario.

La visita comprende l’audioguida e credimi è un’esperienza davvero molto toccante.

  • Attenzione: come per il Museo di Van Gogh, anche il biglietto per la casa di Anna Frank si può acquistare solo online su questo sito.
  • Costi ed orari:

– il costo del biglietto è di € 10,50 per gli adutli, € 5,50 per i ragazzi dai 10 ai 17 anni, ed € 0,50 per i bambini da o a 9 anni;

– gli orari sono i seguenti: dal 1° novembre al 1° aprile tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00, sabato dalle 9.00 alle 22.00; dal 1° aprile al 1° novembre tutti i giorni dalle 9.00 alle 22.00.

  • Come arrivarci: tram nn. 13 e 17, autobus nn. N82, N83, N84, N47, N97 (fermata per entrambi i mezzi Westermarkt).

4. Il Bloememarkt ed il Albert Cuypmarkt

Amante dei mercati? Questi due posti sono da non perdere.. (in realtà sono belli da vedere, soprattutto il primo, anche se i mercati non li sopporti!)

Il Bloememarkt è il mercato galleggiante dei fiori che sorge sul canale Singel ed è il primo mercato galleggiante d’Europa.

Ivi si trovano in vendita i bulbi di tulipano, nonché fiori freschi ed ogni tipo di souvenir olandese.

Fu inaugurato nel 1862, quando i coltivatori di fiori portavano la loro merce in città percorrendo il fiume Amstel sulle chiatte; oggi queste chiatte vengono usate per adibire le serre ed i negozi del mercato.

  • Orari: è aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 17:30 e la domenica dalle 11:30 alle 17:30.
  • Come arrivarci: Tram nn. 2, 11 e 12 (fermata Koningsplein) oppure nn. 4, 9, 14 (fermata Muntplein).

In quanto all’Albert Cuypmarkt, il più popolare mercato rionale di Amsterdam, nonché il più grande d’Europa, è il ritrovo degli appassionati dei mercatini, ove si possono trovare prodotti di ogni genere nelle 250 bancarelle presenti.

  • Consiglio: mentre passeggi e guardi le bancarelle, non puoi farti scappare l’assaggio al famoso stroopwafel (i tipici biscotti olandesi), il cui profumo inebria tutta la via.
  • Orari: il mercato è aperto tutti i giorni, tranne la domenica, dalle 9.00 alle 17.00.
  • Come arrivarci: Tram linee 4 e 25 (fermata Stadhouserskade), linee 16 e 24 (fermata Albert Cuypstraat), linee 3 e 12 (fermata Ceintuurbaan) oppure Metro n. 52 (fermata De Pijp)

5. Piazza Dam

Piazza Dam è la piazza principale, nonché il cuore pulsante di Amsterdam.

Il Palazzo Reale

Nel 1270 nacque come piazza-mercato e ad oggi sorgono alcune delle attrazioni principali della città: il Palazzo Reale (costruito nel XVII secolo in funzione di Municipio, trasformato poi da Luigi Bonaparte, fratello di Napoleone, nel 1808 in Palazzo Reale, rimasto così anche quando Guglielmo I tornò sul trono dopo l’occupazione francese, e ritrasformato nel 1936 in Municipio, anno in cui divenne ufficialmente proprietà del Regno dei Paesi Bassi), il Nieuwe Kerk (la chiesa ove si tengono le incoronazioni, nonché sede di mostre e concerti d’organo), il Nationaal Monument (costruito nel 1956 in memoria delle vittime della seconda guerra mondiale) ed il Museo delle Cere Madame Tussauds (il più famoso museo di cere a livello mondiale).

Da piazza Dam si diramano le vie principali dello shopping (KalverstraatNieuwedijk Damrak).

  • Come arrivarci: Tram nn. nn. 2, 11, 12 13, 17 (fermata Dam) oppure l’autobus nn. N85, N87, N89, N91, N93). Se ti trovi alla Stazione Centrale, ti consiglio di raggiungere la piazza a piedi, camminando lungo la Damrak.
  • Se vorrai visitare il Palazzo Reale, cosa che io non ho fatto, il costo del biglietto, acquistabile online, è di € 10,00 per adulti e gratis per i minori di 18 anni e comprende l’audioguida. E’ aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00.

6. Il Quartiere a Luci Rosse

Amsterdam non è Amsterdam senza il quartiere più famoso della città: il Red Light District, il simbolo per eccellenza della trasgressione e della vita notturna, dove troverai strip club, sexy shop, coffee shop, musei del sesso e le famose vetrine con le donne seminude. 

Ma non solo, ivi sorge la Oude Kerk, una delle chiese più antiche di Amsterdam, che la sera si tinge di rosso.

Chiariamo una cosa: anche se (come me) non sei interessato a prostitute o coffee shop, è un luogo che non puoi perderti durante il tuo soggiorno ad Amsterdam. 

Personalmente l’ho visto sia di giorno che di notte, ma ovviamente è di notte che lo vedrai al massimo dello “splendore“.

  • Curiosità: ci sono circa 290 stanze affittate a prostitute, provenienti da ogni parte del mondo, che fatturano circa 650 milioni di euro all’anno (secondo i dati ufficiali). 
  • Attenzione n. 1: non fotografare le vetrine, è vietato! Rischi che il buttafuori di qualche club, o il pappone di qualche prostituta butti il tuo cellulare, la tua fotocamera o la tua videocamera nel canale!
  • Attenzione n. 2: Essendo un luogo molto affollato, soprattutto la notte, occorre prestare attenzione (soprattutto alle borse). Nonostante, però, che sia un quartiere diciamo “particolare“, è piuttosto sicuro in quanto tutta l’area è sorvegliata costantemente da poliziotti.
  • Come arrivarci: Tram nn. 2, 4, 11, 12, 14 (fermata Dam); autobus nn. N85 ed N87 (fermata Dam), Metro nn. 51, 53, 54 (fermata Nieuwmarkt). Ti consiglio, però, di partire dalla Centraal Station, proseguire fino alla Oude Kerk e da lì cominciare il tuo giro tra le stradine.

7. Jordaan e The 9 Streets

Jordaan è il quartiere più pittoresco e più caratteristico di Amsterdam, nato nel XVII per ospitare i migranti olandesi e stranieri durante Secolo d’Oro, divenuto poi il quartiere degli artisti. Per visitarlo ti consiglio di partire dalla Casa di Anna Frank.

Il The 9 Streets invece è il piccolo quartiere dello shopping: comprende le 3 strade che attraversano i canali di Herengracht e di Keizersgracht dando vita così a 9 tratti di strada, in cui si trovano piccole boutique di articoli di lusso, negozi di antiquariato, gioiellerie, librerie, bar e ristoranti.

8. Il Vondelpark

Un’oasi di tranquillità e natura, è il polmone verde ed il parco più grande della città. 

Durante le giornate primaverili ed estive il parco viene utilizzato come “teatro a cielo aperto”, ospitando concerti, spettacoli, rappresentazioni teatrali e cinematografiche.

Ottimo per un picnic o semplicemente per riposarsi dopo le lunghe camminate in città, è anch’esso un luogo imperdibile.

  • Come arrivarci: Tram linee 2 o 3, oppure 1 o 11 (ci sono diverse fermate, il parco si estende per circa 2 km).

9. Il Rijkmuseum

Premetto che questo museo non l’ho visto, per dare priorità ad altre cose, ma voglio darti qualche informazione se tu vorrai farlo.

E’ il museo più grande d’Olanda ed offre una grande collezione di opere d’arte olandese (tra cui il famoso dipinto “La Ronda di notte” di Rembrandt) dal medioevo al XX secolo, nonché una collezione di arte asiatica.

Fondato nel 1809 da Luigi Napoleone, oggi accoglie oltre 1 milione di visitatori l’anno.

  • Da vedere: vicino al museo vi è un piccolo giardinetto molto carino in cui ti consiglio di fermarti se vorrai riprendere le energie, o se vorrai fare una partita a scacchi!
  • Costo ed orari: il prezzo del biglietto è di € 20,00 (€ 19,00 se acquistato online) per gli adulti e gratuito per i minori di 18 anni ed è aperto tutti i giorni, tutto l’anno, dalle 9.00 alle 17.00.
  • Come arrivarci: si trova a Museumplein, tram linee 2, 5 e 12 (fermata Rijksmusuem), autobus nn. 347, 357, 397, N47, N88, N97).

10. Il Nemo Science Museum

Ti consiglio questo posto non tanto per il museo in sé (che oltretutto è il più grande centro scientifico d’Olanda), attrazione che (se hai figli) farebbe molto felice i bambini, ma per il panorama che offre.

Si può salire (gratuitamente) sopra questa particolare struttura a forma di nave (struttura peraltro realizzata da Renzo Piano), mettersi a sedere parte della città da un’altra prospettiva.

Credimi che vale la pena farci un salto. Si trova vicino alla Centraal Station ed è nella parte più moderna di Amsterdam.

  • Come arrivarci 1: Dalla Stazione si cammina lungo l’Oosterdokskade e si attraversar il Mr. J. J. Van Der Veldebrug.
  • Come arrivarci 2: se ti trovi in zona Waterlooplein, ti consiglio prima di tutto di attraversare il ponte Blauwbrug, dove avrai la vista sul Magere Brug (il ponte elevatoio) e passarci sopra, poi proseguire lungo il Nieuwe Herengracht, affiancando l’Hortus Botanicus, fino all’imbocco dell’IJ Tunnel.

Bonus: Zaanse Schans

Ho dovuto metterlo come bonus perché Zaanse Schans non si trova ad Amsterdam, ma per chi si trova qui, non può perdersi la possibilità di fare una piccola (bellissima) gita fuori porta!

Zaanse Schans è un villaggio di mulini che ti riporta indietro nel tempo. 

Ivi troverai una sorta di riproduzione dell’Olanda del Seicento-Settecento. E’ proprio a Zaan che nel XVIII secolo erano in funzione quasi 700 mulini che venivano usati in svariate maniere: dal macinare spezie e farina, al rompere le pietre che venivano utilizzate poi per costruire le case nelle città circostanti.

E’ un posto molto turistico è vero, e per alcuni sembrerà poco autentico.. ma in realtà ci vivono davvero! Non è solo un museo a cielo aperto.

L’ingresso è gratuito, ma all’interno vi sono dei piccoli musei a pagamento (per le informazioni più dettagliate ti lascio il link).

  • Nota: Se sei interessato ai musei, ti consiglio la Zaanse Schans Card che con € 15,00 (adulti) e € 10,00 (bambini dai 4 ai 7 anni), ti permetterà di vedere gratuitamente musei (Zaans Museum, Wevershuis, Kuiperij, Museum Zaanse Tijd) e botteghe, nonchè avere sconti nei negozi souvenir, nei punti di ristoro e per le escursioni in barca.
  • Consiglio: non perderti il laboratorio degli zoccoli e la fabbrica di formaggio, ove peraltro c’è una piccola fattoria, dove fanno il Gouda (il formaggio olandese per eccellenza).
  • Consiglio n. 2: non avere fretta, ti consiglio di prenderti una mezza giornata per visitarlo tutto con calma.. considerando ovviamente anche il tempo che ci potrai mettere per raggiungerlo.
  • Nota: Volendo puoi noleggiare una bici, oppure fare un giro in battello, ma prima di tutto fai un bel giro a piedi e goditi la magia di questo luogo.. 

Per le informazioni su come raggiungerlo ti rimando al mio articolo.

Considerazioni finali

In questo articolo ho racchiuso tutte le attrazioni che per me sono imperdibili per un perfetto viaggio ad Amsterdam.

C’è ben altro da vedere e da fare, è una città davvero piena di attrazioni, ma questo va in base ai gusti personali ed alle intenzioni che uno ha quando visita un determinato luogo..

In 5 giorni potrai viverla a 360 gradi, ovviamente però dovrai camminare!

Se avrai bisogno di qualsiasi consiglio o qualche altra informazione su una o più tappe, lasciami un commento o scrivimi via e-mail, sarò lieta di esserti di aiuto per vivere al meglio questo viaggio nella meravigliosa capitale olandese.

A presto..

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The Emerald Isle – Dublino in 1 giorno: cosa vedere?

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Dublino è stata il punto di partenza del mio mini-viaggio alla scoperta delle bellezze irlandesi (clicca qui se vuoi vedere l’itinerario completo).

Inizialmente avevo programmato di vederla in un paio di giorni, in realtà un giorno per me è stato più che sufficiente.

La parola d’ordine è camminare! Si, perché il centro di Dublino è abbastanza piccolo ed il miglior modo per vederlo e viverlo è a piedi..  

La città è divisa in due parti dal fiume Liffey: la parte Nord (quella più moderna, dominata da O’ Connel Street) e la parte Sud (quella che racchiude le attrazioni principali).

Io sono partita dalla parte Sud, precisamente dalla Christ Church Cathedral, proseguendo poi verso Nord, facendo fatto una sorta di percorso ad anello con ultima tappa alla St. Patrick Cathedral.

Qui di seguito ti elencherò i posti che ho visto, seguendo l’itinerario che ho fatto, e ti darò le informazioni necessarie per aiutarti a programmare meglio la tua giornata in questa vivace città.

1. Christ Church Cathedral e Dublinia

Non sono proprio una grande appassionata di Chiese, ma questa è veramente bella.

L’attuale struttura risale al 1870, poiché la prima, costruita interamente in legno nel 1038, fu distrutta da un grande incendio. E’ stata poi ricostruita tra il 1173 ed il 1240 dai Normanni, ma caduta in rovina fino al XIX secolo, quando venne restaurata.

Nell’ala centrale della Cattedrale vi è Dublinia, un museo di storia vichinga e medievale.

  • Informazioni per la visita: 

1) per la Cattedrale il costo è di € 6,00 per gli adulti ed € 4,00 per i bambini e gli orari di apertura (che possono variare in base alle funzioni religiose) sono i seguenti:

– Aprile, Maggio, Settembre ed Ottobre da lunedì a sabato dalle 9.30 alle 18.00 (ultimo ingresso alle 17.15); da Giugno ad Agosto, da lunedì a sabato dalle 9.30 alle 19.00 (ultimo ingresso alle 18.15); da Novembre a Marzo, da lunedì a sabato dalle 9.30 alle 17.00 (ultimo ingresso alle 16.15);

– la Domenica, invece, da Giugno ad Agosto dalle 12.30 alle 14.30 e dalle 16.30 alle 18.00 (ultimo ingresso alle 17.30); da Settembre a Maggio dalle 12.30 alle 14.30;

2) per Dublinia il costo è di € 9,50 per gli adulti ed € 6,50 per i bambini, è aperta tutto l’anno, tutti i giorni (esclusi il 24, 25, 26 dicembre) gli orari d’ingresso sono:

da Marzo a Settembre dalle 10.00 alle 18.30 (ultimo ingresso alle 17.30);

– da Ottobre a Febbraio dalle 10.00 alle 17.30 (ultimo ingresso alle 16.30).

  • Nota: Io sono entrata nella Cattedrale senza pagare il biglietto, quindi credo che questo serva solo per una visita “particolare” (purtroppo non mi sono informata in merito).

2. Trinity College: The Old Library & The Book of Kells

Passando per Dame Street, una delle vie principali di Dublino, si raggiunse la seconda tappa della giornata (anche se nel frattempo mi avevano già catturato alcuni negozi di souvenir ed avevo già iniziato a spendere soldi.. ops!).

Il Trinity College è senza dubbio la tappa principale di ogni persona che visita Dublino.

E’ una delle università più antiche d’Irlanda, nonché una delle più prestigiose al mondo, fondata su ordine di Elisabetta I nel 1592. Inizialmente fu un college riservato a soli uomini protestanti; nel 1793 furono accettati anche i cattolici ed infine dal 1904 le donne.

Tra gli ex studenti “famosi” ci fu anche Oscar Wilde.

Si estende su un’area di 220.000 mq ed al suo interno è presente la Old Library (imperdibile anche se sei un fan di Harry Potter!), un biblioteca che comprende circa cinque milioni di testi ed un’importante collezione di antichi manoscritti, tra cui il The Book of Kells.

Il “Libro di Kells”, conosciuto anche come Grande Evangeliario di San Columba, è un manoscritto realizzato da monaci irlandesi intorno all’800. Per la tecnica della sua realizzazione e per la sua bellezza, è considerato una delle più importanti opere d’arte dell’epoca. Contiene il testo in latino dei 4 vangeli, accompagnato da note introduttive ed esplicative, con numerose illustrazioni colorate.

  • Informazioni per la visita:

– il costo del biglietto per l’ingresso alla “Old Library e The Book of Kells” è di € 14,00 per gli adulti ed € 11,00 per i bambini;

– gli orari di apertura sono i seguenti:

1) da Maggio a Settembre = da lunedì a sabato dalle 8.30 alle 17.00; domenica dalle 9.30 alle 17.00;

2) da Ottobre ad Aprile = da lunedì a sabato dalle 9.30 alle 17.00; domenica dalle 12.00 alle 16.30.

  • Consiglio: acquista il biglietto su internet (cliccando sul sito sopra inserito), non risparmierai nulla ma almeno non rischi di fare ore di coda. E’ un’inutile perdita di tempo!

3. Statua di Molly Malone

Vicino al Trinity College, è immancabile una fotografia alla Statua più famosa di Dublino: la Molly Malone Statue.

“In Dublin’s fair city where the girls are so pretty. I first set my eyes on sweet Molly Malone. As she wheeled her wheelbarrow through the streets broad and narrow. Crying “cockles and mussels, alive, alive, oh”

The Dubliners – Molly Malone

Nella cultura irlandese Molly Malone è un autentico simbolo. Non si sa se la ragazza è realmente esistita, ma leggenda vuole che ella era una ragazza dalla doppia vita: di giorno faceva la fruttivendola e di notte la prostituta. Morì a causa di tifo presumibilmente il 13 giugno 1699, giorno in cui tutt’ora viene commemorata.

4. Temple Bar

Da College Green, proseguendo per Dame Street e girando a destra per Eustace Street oppure per Temple Ln S, ci addentrammo nel cuore pulsante e vibrante della città, nonché il punto di ritrovo di centinaia di persone..

Temple Bar non è solo il nome del più famoso pub di Dublino, ma anche del quartiere in cui si trovano la più alta concentrazioni di pub e ristoranti della città.

Questo colorato ed affollato quartiere è caratterizzato da diverse stradine pedonali che si intersecano tra di loro e che passo dopo passo ti immergono nella vera essenza della città. Artisti di strada e gente un po’ sopra le righe ne fanno da padroni!

5. O’ Connell Street

Passando sul ponte più caratteristico della città, l’ Ha’ Penny Bridge, risalente al 1816, ed attraversando il Liffey, passammo nella parte Nord, che già a primo impatto si differenzia dalla parte Sud.

Percorremmo la Bachelors Walk, che costeggia il Liffey, arrivando poi ad O’ Connell Street.

Una delle strade più grandi d’Europa, nonché la via principale di Dublino (soprattutto per i collegamenti autobus, pullman, ecc), ricca di negozi, bar e ristoranti per ogni gusto, O’ Connell Street è stata spesso al centro di eventi storici (l’Insurrezione di Pasqua del 1916 e la Guerra civile irlandese del 1922) e di manifestazioni, tra cui l’annuale parata per il St. Patrick’s Day.

5. Dublin Castle

City Hall

Da O’ Connell Street ripercorremmo il quartiere Temple Bar, per salutarlo definitivamente ed arrivammo di fronte al City Hall (il Municipio), per raggiungere la quinta tappa: il Castello di Dublino.

Il Castello fu il centro del potere, nonché il simbolo dell’occupazione inglese in Irlanda.

Costruito nel 1204 dal Re Giovanni d’Inghilterra, originariamente era formato da 4 torri, un fossato ed un ponte levatoio, ma la maggior parte di esso fu distrutto da un incendio nel 1684 ed oggi è rimasta soltanto una delle quattro torri originali, la Record Tower.

Fu sede di rappresentanza prima della luogotenenza britannica e poi, nel 1922, del Governo irlandese.

Il Castello non l’ho visitato, mi sono solo soffermata nel giardino (il Dubh Linn Garden) a fotografarlo.. Giardino che mi sarei voluta godere di più (è molto bello), ma la pioggia non lo ha permesso (mi sono dovuta rinchiudere per più di mezz’ora nella Cheaster Beatty Library).

Nel caso, però, che tu voglia visitarlo, il costo del biglietto è di € 8,00 (€ 12,00 per la visita guidata) per adulti ed € 4,00 (€ 6,00 per la visita guidata) per bambini. Non si può acquistare su internet, ma per qualsiasi informazione ti lascio il link.

Gli orari di apertura e chiusura sono i seguenti: tutti i giorni dalle 9.45 alle 17.45, con ultimo ingresso alle 17.15.

6. St. Patrick Cathedral

Dopo tanti chilometri per le strade del centro e dopo che la pioggia aveva fatto spazio ad un bel solicino, arrivammo all’ultima tappa della giornata dublinese.

La Cattedrale di San Patrizio è il simbolo dell’Irlanda protestante, edificata nel 1191 nel luogo dove si narra che San Patrizio, patrono dell’isola a cui è dedicato il St. Patrick’s Day (17 marzo di ogni anno), battezzò i pagani, convertendoli, in un pozzo del 450 d.C..

Non sono entrata all’interno, però anche solo andare per vederla da fuori ne vale la pena, soprattutto perché è circondata da uno splendido giardino super fiorito e curato.. a cui ho fatto un bel po’ di foto!

  • Informazioni sulla visita:

il costo d’ingresso è di € 8,00 e gli orari di apertura e chiusura sono i seguenti:

1) da Marzo ad Ottobre = da lunedì a venerdì dalle 9.30 alle 17.00, sabato dalle 9.00 alle 18.00, domenica dalle 9.00 – 10.30, dalle 12.30 alle 14.30 e dalle 16.30 – 18.00;

2) da Novembre a Febbraio = da lunedì a sabato dalle 9.30 alle 17.00, domenica dalle 9.00 – 10.30, dalle 12.30 alle 14.30.

Ti lascio il link del sito web della Cattedrale per ulteriori informazioni.

Come muoversi in città

Come ho scritto all’inizio di questo articolo, il centro città si gira benissimo a piedi, ma per raggiungerlo, se come me alloggerai lontano dal centro, gli autobus sono la scelta migliore.. 

Il servizio di autobus (Dublin Bus) di Dublino è diviso in 13 zone ed il costo varia a seconda del numero di fermate, andando da 1,95 € a 3,60 €).

Il biglietto si compra a bordo.. Mi raccomando: riempiti di monete! Ti serviranno. Gli autisti non sono molto cortesi (diciamo che danno per scontato che tu sappia le “regole“) e se non hai monete non ti fanno salire!

  • Consiglio: se nel tuo soggiorno prenderai molti autobus, la Leap Visitor Card potrebbe fare al caso tuo. E’ una carta prepagata che consente l’accesso a tutti i mezzi pubblici (autobus, tram e treni Dart e Commuter Rail), ha una validità di 1, 3 o 7 giorni (10,00 €; 19,50 € o 40,00 €) e si attiva al primo utilizzo. Si può acquistare sia in aeroporto (presso l’Ufficio Informazioni Turistiche, lo Spar e WHSmith) oppure in centro città (presso l’Ufficio Dublinbus, il Discover Ireland Centre o il Visit Dublin Centre).

Per quanto riguarda invece i Taxi, incredibile ma vero: Dublino ha più taxi di New York. Spostarsi in taxi, ovviamente, è l’alternativa più costosa, ma a volte è anche quella più necessaria, soprattutto quando hai Tour che partono all’alba e gli autobus non arrivano al punto di ritrovo in tempo (parlo ovviamente per esperienza personale)..

Per prenotare i Taxi ti consiglio un App: Free Now (disponibile sia per iOS sia per Android). Se non la conosci, è un app dedicata appunto alla prenotazione di taxi ove, volendo, possiamo anche pagarlo anticipatamente tramite carta di credito. E’ comoda in quanto tu puoi prenotare il taxi anche il giorno prima e ti fa vedere il percorso del tassista ed il range di costo che andrai a pagare. 

Il costo è simile a quello di altre grandi città: io, per esempio, per 30 minuti di tragitto (dalla periferia di Dublino ad una parallela di O’Connell Street) spesi circa 20,00 €.

Per il collegamento all’aeroporto, oltre agli autobus (che però ci impiegano circa un’ora dall’Aeroporto al Centro), ed i taxi (che hanno un costo più o meno di 25,00-30,00 €) ci sono gli Shuttle Bus:

Airlink, che ha due numeri il 747 che si dirige in centro e verso la zona nord, (l’unico che passa da O’Connel Street) ed il 757 che porta in centro e nella zona sud.

AirCoach, l’unica che effettua il servizio Aeroporto-Centro 24 ore su 24. Il numero è 700 ed impiega circa 30 minuti dall’aeroporto al centro città. 

I biglietti di entrambe le compagnie hanno un costo di € 7,00 a tratta e si possono acquistare online oppure in aeroporto, ma io consiglio di comprarlo online (si trova anche su GetYourGuide).

In ogni caso, la scelta del mezzo di trasporto è personale ed, ovviamente, dipende anche dal luogo in cui uno pernotta. 

Dove fare shopping

Per i souvenir credimi non avrai problemi, ci sono centinaia di negozi super carini e super forniti.. c’è davvero l’imbarazzo della scelta. In particolare, ti segnalo una catena di negozi di souvenir che si chiama Carrolls.

Per lo shopping “generale”, invece, ti consiglio O’Connel Street e Grafton Street (la via dello shopping per eccellenza).

Se sei appassionato di vintage, in Temple Bar si trovano diversi negozietti che vendono oggetti di antiquariato, libri e vinili.

Dove mangiare

La vera cucina irlandese si assapora nei pub, ma non mancano ristoranti di ogni tipo che sono sparsi un po’ per il centro città (dall’italiano, al messicano, dal giapponese all’indiano, e così via).

Dublino è una città abbastanza cara e sinceramente non ho né pranzato, né cenato in un pub tipico, quindi non posso consigliarti niente nel particolare.

(Se sei un viaggiatore low budget come me, sai già che la scelta migliore ricade sempre su tramezzini o panini già pronti.. purtroppo!)

PS. La mia guida del secondo Tour organizzato acquistato su GetYourGuide, di cui ti ho parlato qui, ci sconsigliò vivamente il Temple Bar (il locale intendo!).. i prezzi sono assurdi e lo definì “trappola per turisti” e, quindi, giro questo consiglio anche a te.

Considerazioni finali

Dublino.. Dublino..

Se sei un fan di questa città, mi dispiace che leggerai il mio pensiero che non è proprio positivo; pensiero che spero non ti scoraggi dal vederla, perché, comunque, si tratta di un’opinione del tutto soggettiva e personale, che tu magari non condividerai.. 

Dublino mi ha deluso.. mi aspettavo qualcosa di più da questa città, l’ho trovata un po’ banale, nel senso che, oltre al quartiere Temple Bar, non ha niente di caratteristico dal farmi dire “oh wow.. che bello.. spero di tornarci un giorno”.

Tutt’altro..

Credo, ma ribadisco che questo è solo il mio pensiero, che sia una di quelle città che ami o che odi..

E tu che ne pensi? Cosa ti aspetti da Dublino? E se l’hai già vista, ti è piaciuta?

Scrivimelo in un commento, sono curiosa.

A presto… 🙂

EuropeIrlandaItinerario

The Emerald Isle – 5 giorni alla scoperta dell’Irlanda e dell’Irlanda del Nord

Cliff of Moher 23

Musha rain dum a doo, dum a da.. Whack for my daddy, oh.. Whack for my daddy, oh.. There’s whiskey in the jar, oh

Colonna sonora del mio viaggio in Irlanda..

Il mio viaggio in Irlanda è stato un po’ una toccata e fuga.. 

E’ nato per caso, grazie ad un volo super economico di Ryanair da Edimburgo a Dublino, acquistato per realizzare uno dei miei sogni: vedere le Cliffs of Moher.

Vista questa occasione, nel giro pochi giorni avevo già preparato un itinerario e prenotato tutto il necessario per scoprire i posti più famosi di questo Paese!

☘ ☘ ☘

Per questo viaggio scelsi di non prendere un’auto a noleggio, preferendo prenotare due tour di una giornata ciascuno con GetYourGuide, entrambi con partenza da Dublino.

Questa scelta l’ho fatta sia per una questione di risparmio, sia per comodità e non me ne sono pentita.

E’ chiaro che un viaggio organizzato toglie la libertà, però è anche vero che una guida ti da informazioni e curiosità che non si trovano su internet o nei libri.

Organizzazione

Devo ammettere che, a differenza della Scozia, organizzare il (mini) viaggio in Irlanda è stato semplice. 

Avevo le idee chiarissime su cosa vedere e cosa fare, dovevo solo far rientrare tutto in quei 5 giorni.

La base, come detto sopra, era Dublino.

Per vedere la città avevo letto (nei vari siti e blog) che bastavano un paio di giorni, anche se io in realtà l’ho vista in uno solo, sia perché quando sono in vacanza sono una grande camminatrice e sia perché non mi sono soffermata nel vedere tutti i musei.. non era il mio primario interesse. 

Volo ed alloggio

Consultato, come al solito, Skyscanner prima e Ryanair dopo, acquistai il volo Edimburgo-Dublino alla modica cifra di 45,00 € (priorità con posto prenotato e 2 bagagli a mano).

Per il pernottamento, prenotai una stanza in una casa privata su AirBnB per rientrare nel budget che mi ero fissata nell’organizzazione generale dei 15 giorni di vacanza (Scozia+Irlanda). Ho pagato 170,00 € per una camera matrimoniale (eravamo in due) con bagno privato e colazione.. (Se hai bisogno, ti manderò il link dell’alloggio in privato)

La casa è decentrata, ma fortunatamente davanti c’è la fermata dell’autobus che porta direttamente in centro città in circa 30 minuti.

Itinerario

1-2° giorno: Dublino

La capitale dell’EIRE. Patria della birra Guinness. Dublino racchiude in sé cultura e modernità. 

E’ una città frizzante e multiculturale, fatto dovuto principalmente perché ivi è presente una delle più antiche e prestigiose università al mondo: il Trinity College.

Questa università è davvero immensa e racchiude in sé il luogo più famoso e più visitato della città: The Old Library (se hai visto Harry Potter la riconoscerai sicuramente).

Conclusa la visita all’università, non poteva certo mancare una camminata per le stradine del centro, dove si trova il Bar più famoso (e più fotografato) di tutta Dublino.. il Temple Bar!

Il centro di Dublino è piccolo ed il miglior modo per vederlo è a piedi.. Anche perché si passa tra palazzi super colorati e fioriti, con la musica irlandese di sottofondo; musica che mi metteva sempre tanta voglia di ballare e tanta allegria!

☘ ☘ ☘

Le attrazioni assolutamente da vedere sono: il Trinity College (come sopra detto), la St. Patrick Cathedral, la Christ Church Cathedral, il Castello e la Fabbrica della Guinness (se sei appassionato di birra è imperdibile).

E se vorrai scappare un po’ dal caos cittadino, ti consiglio di farti una passeggiata nel Phoenix Park (il polmone di Dublino, nonché il giardino più grande d’Europa, in cui, peraltro, si trova lo Zoo di Dublino)ad o nei piccoli e seminascosti giardini, dove il tempo sembra essersi fermato.

PS: Non mi sono soffermata molto su Dublino perché ne parlo in questo articolo.

3° giorno: Cliffs of Moher, Burren e Galway

Con la speranza di vivere questo giorno tanto atteso con il sole, cosa che per fortuna è accaduta, iniziava così il primo tour guidato.

Partiti all’alba dal centro di Dublino, 3 ore circa di strada e ci siamo ritrovate alla prima tappa della giornata:

l’antico sito monastico di Kilmacduagh

Kilmacduagh è un piccolo villaggio, conosciuto soprattutto per le rovine di un’antica abbazia, da cui prende il nome.

Intorno all’abbazia vi è un cimitero celtico, un municipio medievale ed una torre cirolare alta 34 m.

☘ ☘ ☘

Dal villaggio di Kilmacduagh, proseguimmo sulla strada che ci avrebbe portato alla tappa principale della giornata:

le Cliffs Of Moher

Un sogno che si realizza, un’emozione indescrivibile. Le “scogliere della rovina” (dal gaelico “Aillte an Mhothair”) sono una delle cose più belle che abbia mai visto..

Lunghe circa 8 km ed alte circa 200 metri, queste scogliere a picco sul mare 300 milioni di anni fa erano un fondale marino. 

Il punto più alto è Knockardakin, con i suoi 214 metri di altezza! 

  • Percorso:

La visita parte (e si conclude) nel Visitor Centre, dove vi è un percorso fotografico ed audiovisivo che illustra la flora e la fauna presenti in loco, un bar, i servizi sanitari ed un negozio di souvenir.

Dal centro visitatori la strada si divide in due parti: una che va verso sud, ossia verso la Hag’s Head (per arrivarci occorrono circa due ore), ed una verso nord, ossia verso la O’Brien’s Tower (torre circolare in pietra costruita nel 1835, che racchiude una leggenda che narra che le signore venivano attirate ed inseguite intorno alla Torre per essere baciate da Sir Cornellius sotto l’archetto con la scusa che portasse fortuna. E’ usanza attuale, infatti, fare due giri di corsa intorno alla Torre, passando sotto l’archetto).

Anche se il percorso è transennato ed è in quasi tutti i tratti è piuttosto sicuro, occorre prestare molta attenzione: purtroppo le Cliffs non sono famose solo per la loro bellezza naturale, ma sono state teatro (sia nel passato, sia nel presente) di molti incidenti mortali. Come sempre occorre avere buon senso.

Nel sentiero verso sud, guardando però a nord, vedrai nel mare un piccolo sperone roccioso a punta, staccato dal resto della scogliera, chiamato Breanan Mor.

Vicino al Breanan Mor, vi è la Giant’s Cave (la “Grotta del Gigante”), una cavità alta quasi 100 metri, raggiungibile solo in barca ma visibile anche dalla O’Brien Tower.

  • Consigli ed orari di visita:

se vedrai le Cliffs senza tour organizzato, ti consiglierei di andarci in orari meno “turistici” per fare foto ancora più belle: la mattina presto, oppure l’ora del tramonto sono gli orari TOP.

La visita è gratuita e l’accesso alle Scogliere è sempre aperto. Per il Visitor Centre e per il parcheggio, invece, gli orari di ingresso sono i seguenti: gennaio, febbraio, novembre e dicembre dalle 9:00 alle 17:00; marzo, aprile, settembre, ottobre dalle 8:00 alle 19:00; maggio, giugno, luglio ed agosto dalle 8:00 alle 21:00

  • Come vestirsi: Kway e scarpe da trekking.

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Lasciate le Cliffs Of Moher, ci addentrammo in un paesaggio che copre circa 300 km2 di territorio irlandese…

il Burren

La “Terra di Rocce” (dal gaelico Boireann) è una vasto tavolato calcareo, unico al mondo, tanto che il Governo Irlandese ha fatto diventare la parte sud-est un Parco Nazionale. 

Descrivere questo posto non è per niente semplice: non so com’è il territorio lunare, ma secondo me il Burren ci si avvicina..

Questa distesa di rocce infinita, dove hai il timore anche di camminare perché alcune sono lisce e scivolose, che si scontra con l’Oceano Atlantico.. Le onde che si infrangono nelle scogliere, il rumore del vento.. la pace totale! E’ un posto magico e da vedere assolutamente..

Curiosità: il Burren ha una particolarità ed è che pur essendo arido, tanto da essere disabitato, nelle insenature delle rocce, ove entra e rimane “intrappolata” la pioggia, nascono fiori e piante alpine.

Come si è formato: 350 milioni di anni fa la zona era sotto il livello del mare, 250 milioni di anni fa il movimento delle zolle sulla crosta terrestre ha causato delle fratture del pavimento roccioso, creando questo paesaggio (fonte: Irlandando.com).

Luoghi di interesse: oltre al territorio, che già di per sé è straordinario, il Burren è ricco di siti archeologici risalenti alla preistoria. Tra questi cito il Poulnabrone Dolmen (una tomba risalente al 3200 a.C.) ed il Cahercommaun Fort (un forte circolare in pietra). Sono presenti anche castelli (il Ballinalacken Castle ed il Leamaneh Castle) e grotte (tra tutte però solo le Ailwee Caves sono accessibili al pubblico).